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da | Apr 9, 2026

ART IS A VOICE

They tell me, paint flowers
I paint what I see-
protest, blooming.

They tell me, paint portraits of happy people
I paint what I see-
people, discontented.

They tell me, paint villages
I paint what I see-
the villages, fast changing.

They tell me, paint cityscapes
I paint what I see-
cities, divided.

They tell me, paint forests
I paint what I see-
forest, destroyed.

They tell me, paint seascapes
I paint what I see-
the Sea, reclaimed.

They tell me, paint God-
whose God, I ask?

They tell me, make it colourful-
one colour is all you like, I say.

They tell me, paint inside the lines-
I can’t be contained, I say.

They have power and use force-
still, I resist.

They try to silence me
But I am resolute-
art is my voice.

Tra le categorie speciali del Bologna Ragazzi Award 2025, il premio più importante dedicato alla letteratura per ragazzi, c’era la Sostenibilità.
In linea con l’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite lo scorso anno sono stati inviati al premio libri che raccontano, approfondiscono, sostanziano temi legati ai 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile.
A vincere un albo che viene dall’India, Art is a voice, un libro che racconta l’attivismo attraverso l’arte, affrontando temi di giustizia sociale e ambientale, empowerment e cittadinanza. Un libro che incoraggia e invita il lettore a usare l’arte e la propria voce per esprimere prospettive personali sul mondo in cui vive. Un’opera d’impatto, dinamica e visivamente ricca, che sfrutta diversi linguaggi.
Un libro che è un’ispirazione a contribuire, co-creare e ripensare il nostro ruolo nella società, sviluppando idee per un futuro più equo attraverso la forza dell’arte.

Il percorso che abbiamo messo in atto con i ragazzi del Liceo artistico “Piero della Francesca” è stata un’occasione per di lavorare sull’arte e i movimenti artistici di denuncia.
Gli artisti di ogni epoca hanno utilizzato le loro opere per commentare e criticare la società in cui vivevano. Un esempio emblematico è quello di Artemisia Gentileschi, che nel XVII secolo ha rappresentato la violenza subita attraverso un’opera come “Susanna e i Vecchioni”.

Venendo ai tempi più recenti abbiamo approfondito anche il lavoro di artisti come Banksy, con i suoi murales carichi di significato politico e sociale, alle installazioni di Ai Weiwei, che denunciano le ingiustizie e le violazioni dei diritti umani ed all’esperienza unica di Marina Ambramovic che con le sue performances ha denunciato la atrocità della guerra e conferito un nuovo ruolo al corpo nella società. 
Il percorso che abbiamo sviluppato si è articolato in quattro incontri in cui siamo sempre partite dalla lettura di libri per poi passare sempre alla realizzazione di laboratorio creativi e di scrittura in cui i ragazzi hanno rielaborato in maniera personale gli stimoli proposti. Manifesti, slogan, installazioni personali e collettive per fare esperienza di come l’arte possa essere uno strumento per esprimere delle posizioni rispetto alla realtà e a quello che accade nel mondo.